NORMALMENTE ALTROVE
Non invento niente. Purtroppo.
Storie di vita quotidiana, persone improbabili e situazioni perfettamente normali. Almeno all'inizio.
Piacere, Mia. Mia Altrove.
Osservo persone. Ascolto conversazioni. Finisco in situazioni che, sulla carta, sembravano perfettamente normali.
Mi incuriosiscono i piccoli dettagli, le frasi dette senza pensarci, gli incontri improbabili e quei momenti in cui ti guardi intorno e ti chiedi se sei davvero l’unica ad aver notato qualcosa di strano.
A volte basta una cena, un viaggio, un evento elegante o cinque minuti in un bar.
Non succede niente di eccezionale. Ed è proprio lì che, di solito, succede tutto.Poi torno a casa e scrivo.
Cambio qualche dettaglio, proteggo gli innocenti — e soprattutto i colpevoli — ma per il resto il problema rimane sempre lo stesso: non devo inventare quasi niente.
Benvenuti nel mio altrove.
Che, a pensarci bene, assomiglia parecchio anche al vostro.
STORIE NORMALMENTE ALTROVE
La Fashion Week. Un aeroporto. Una cena elegante. Il gruppo WhatsApp della scuola.
Il posto cambia. Le persone, sorprendentemente, molto meno.